All shot on the RED ONE @ 4K 16:9 from some of my favorite spots around the city
Lenses: Zeiss Ultra Primes 16mm-100mm
The raw capabilities of the Red are fantastic! After taking the images into color I saw a 180° difference in the images. The raw files were cold and dark and I was able to get so much amazing vibrance out of them, and I didn't even do any extreme grading!
“Pe fermamme, ju tarramutu, me tà ccjie. Kjù fa ju strunzu, kjù ‘ndsosto. Se solo sapesse come se smorza ji farria vedè. Tengo solo trovà addò cazzo hanno missu ju bottò. Se me la spalla la casa, la refaccio. Pure senza sordi, co lle sputazze, ma la refaccio. Anzi me ne faccio una bassa e co le tavole cuscì vojo vedè proprio come se mette. Tengo solo la paura che me frega. Perché non è che se la pija solo co mmi. Se la pija co tutti quji che trova. Piccoli e rossi. Pure co ji vecchi che ggià non ne poteano kjù. Quji ggià steano stracchi. E non va bbona. No je ne te kjù de tribbolà. Ha cciso na frega de quatrani che non c’entreano na mazza. Che manco erano aquilani, ma ja ccisi uguale. A che servea tutta ssa carneficina lo sa solo jissu. Po te ta vedè tutta ssa ggente che te guarda e pare che te jice: ”ma coma cazzo le sete fatte sse case? Nojiatri le tenemo antisimiche”. Pure pe tilivisiò te llo icono. Antisimiche ju cazzu che vve frega! So kjù de trecento anni che non se sentea manco na scettacata e mo me vengono a ddi che lo sapeano tutti. Ma che sapeate? Chi ve ll’era ittu? Che teneamo fa? Ji bunker? Po me vengono a raccontà che: ”Era una scossa di media intensità, 6,3 della scala Richter. Non sarebbero dovute cadere tutte quelle abitazioni! E’ indice di poca attenzione alle regole”. Ma dico ji: “Ma addò ju teneate ssu’ misuratore de tarramuti, appiccato co ji prusciutti! Ma se ss’è aperta la terra che appocatro se ‘gnotte tutto”. Pe piacere! Onna l’ha spianata sana sana e Monticchiu, che sta cinquecento metri e che tè le case pure più vecchie sta loco che manco se ne so accorti! A mi me ss’è aperto ju cascittu deju bagnu addò tengo ji ferri pe tajamme l’ogna e j sso retroati dentro aju lavandino. E ju cascittu era quiju bassu. Me ll’ha revodecata tutta la casa. A cognatemo, che sta a San Demetrio, no ji se so cascate manco le fotografie sopra aju commò e a Villa Sant’Angelo che sta loco attraverso ha fatto ne frega de morti. E’ come tutte le cose: a chi tanto e a chi gnente. Però è chiara na cosa sola: che non ci capite una beata mazza. Ssi strumenti che tenete addopreteje pe facci quacche atra cosa. Atru che “sabbia nelle costruzioni”. Ha fatto na sorte de botta che appocatro se cascano le stelle no de “media intensità”. L’intensità, a certe parti, ci stea tutta quanta. Ma se sse so cascati pure gji alberi. Stu ggiru è toccato a nojatri ma non è che potete sta tanto pricisi manco vojatri. Allora mò se semo mbarati. Semo diventati tutti “esperti in terremotologia applicata”. Applicata perché so’ tre mesi che ropp’ju cazzu tutti i jorni e semo fatta pure la classificaziò deju tipu delle scosse. Atru che Mercalli e Richter! Mo ve la jico: ju tarramutu se reconosce pe quantu trojajo fa: 1. Essiju; 2. bottarella; 3. bella botta; 4. sileppa; 5. slenghera; 6. saraga; 7. petenga; 8. ’ngulallazia. E quando le sete passate tutte come nojatri ve potete presentà a fa ji esperti... media intensità! Ma jeteaffangulo”.
Che notte buia che c'è...povero me... povero me...che benzina gelida qua... nessuno più mi salverà ...mi hanno acceso con lo zippo, son bruciato, mentre tre stronzi ridevano... Ronda, su ronda, il mare ti riporterà , alla deriva, in balia di una sorte bizzarra e cattiva ronda, su ronda, ti stai allontanando ormai la nave è una lucciola persa nel blu, mai più... ti salvero'. Abdullah... ti sei accorto... Tu stai affogando insieme a lui...ad occhi chiusi ti stringi a lui... Abdullah... ma non importa... Stupenda l'isola era il clima era dolce intorno a me c'erano polizia e cpt è un luogo pieno di virtù Steso al sole ad asciugarmi il corpo e il viso guardo in faccia l'inferno ronda, su ronda, il mare ti riporterà li uzi, kalashnikov, donne d'aids, banane, barconi ronda, su ronda, mi ero ambientato ormai ma il padano di ronda mi ha cacciato di là lavoravo a nero per il papà. Abdullah... ti sei accorto... Tu stai affogando insieme a lui... ad occhi chiusi ti stringi a lui... Abdullah... ma non importa... ronda, su ronda, mi ero ambientato ormai ma il padano di ronda mi ha cacciato di là lavoravo a nero per il papà. ronda, su ronda, il mare ti riporterà li uzi, kalashnikov, donne d'aids, banane, barconi ronda... ronda...
Alcune sere fa ho visto la versione final cut di Blade Runner, il signor Ridley Scott dice che è la versione migliore, ma secondo me sbaglia. A mio modo di vedere la versione migliore è la prima, quella del 1982 con la voce narrante, la final cut sembra quasi un altro film e di bello rimane soltanto la mitica scena di Rutger Howard, Roy Batty nel film, sotto la pioggia. Visto che il film Blade Runner mi piaceva tantissimo mi sono informato sull'argomento ed ho scoperto il suo scrittore geniale, il dimenticato Philip K. Dick. Nella trasposizione dal libro "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?" alla pellicola cinematografica sono sparite delle parti fondamentali. Nel film non si capisce benissimo che sulla terra sono rimasti solo i più disgraziati definiti da Dick "cervelli di gallina" e cacciatori di androidi tipo Deckard, Harrison Ford, mentre i più ricchi se ne sono andati su altri pianeti. Nel libro Deckard è sposato con una rincoglionita da tv e dal sistema che simula le emozioni, mentre nel film non vi è traccia di tutto ciò. Il messaggio che Dick voleva lasciare era molto più profondo di quello che un semplice film di fantascienza può far passare. Io da disabile sono stato sempre dalla parte degli androidi, i diversi, perché nel film gli umani pensano che solo loro hanno il diritto di provare sentimenti, tipo amare qualcuno e gli androidi che si ribellano devono essere ritirati (eliminati). Se fossi un regista farei un film con il libro Ubik di Philip K. Dick, un precursore di Matrix, come spesso capita i geni non vengono mai capiti in vita e una volta morti gli altri si prendono la gloria e la fama, che avrebbero meritato persone tipo Dick. Solo leggendo i libri di Philip K. Dick potrete capire il suo genio e non fatevi ingannare, la fantascienza non è letteratura di serie b è solo un mezzo per criticare questo mondo che, se continuiamo così diventerà inquinato, invivibile, senza animali reali proprio come Dick ha scritto.
« Io ne ho viste, cose, che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. » (Roy Batty da Blade Runner)
Queste parole non sono di Dick però mi piacciono lo stesso.
Sono sempre rimasto affascinato dal film “Papillion„ con Steve McQueen e Dustin Hoffman, così ho deciso di approfondire l'argomento.
Chiedendo a san google, come dice la mia amica Adele, ho scoperto che Papillon non era un personaggio inventato e che in realtà si chiamava Henry Charrièr(foto a destra).
Per via di una farfalla tatuata era soprannominato Papillon e con le sue disavventure scrisse due libri, ingiustamente dimenticati, “Papillon„ e “Banco„.
Nel 1931 venne condannato, all'età di 25 anni, ai lavori forzati per un omicidio che molto probabilmente non aveva neanche commesso.
Spedito al bagno penale, forse la parola giusta è lagher, nella Guyana Francese, visto che non aveva più nulla da perdere, in 13 anni tento la fuga ben 9 volte.
La voglia di tornare in Francia per vendicarsi di chi l'aveva condannato gli fece sopportare degli abusi pesantissimi.
Ad esempio, ripreso da una fuga, fu rinchiuso per due anni nell'Isola Reale in una cella larga 1,5 metri e lunga 4, praticamente al buio, con pochissimo cibo, con l'obbligo del silenzio, guardato a vista e come se non bastasse con un caldo boia e in compagnia di tanti insettacci pericolosi tipo un centopiedi che se ti pizzica fa un male tremendo e ti viene la febbre altissima.
Conterò poco, è vero: -diceva l'Uno allo Zero-ma tu che vali? Gnente: propio gnente. sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso vôto e inconcrudente. Io, invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te, lo sai quanto divento? Centomila. È questione de nummeri. A un dipresso è quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore più so' li zeri che je vanno appresso."(Trilussa)
"Gli uomini di Chiesa però, non pensano. A ottant'anni un vescovo continua a dire ciò che gli fu insegnato quando ne aveva diciotto, e naturalmente conserva sempre un aspetto piacente." (Oscar Wilde)