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Buscia contro il bavaglio PDF Stampa E-mail
Notizie - Politica
Scritto da Buscialacroce   
Venerdì 09 Luglio 2010 03:33

no bavaglio day

Articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il

proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di

diffusione. La stampa non può essere soggetta ad

autorizzazioni o censure.”

 

 
Ad reprimendam audauciam aquilanorum PDF Stampa E-mail
Notizie - Sociale
Scritto da Buscialacroce   
Venerdì 09 Luglio 2010 03:32

Nel 1527, sotto la dominazione spagnola degli Aragonesi, gli aquilani osarono ribellarsi agli invasori, per rappresaglia il viceré Filiberto d'Orange devastò la città la separò dal suo contado ed inflisse una multa pesantissima ai suoi abitanti.
Gli Aragonesi usarono quei soldi per contribuire alla costruzione dell'immenso Forte spagnolo sul cui portale, per scoraggiare ogni possibile futura ribellione fecero mettere la scritta Ad reprimendam audaciam aquilanorum, cioè "per  reprimere l'audacia degli aquilani".
L'altro ieri, a 483 anni di distanza, gli aquilani finalmente hanno osato ribellarsi di nuovo e Silvio I da Arcore chiuso nel suo palazzo ha fatto finta di nulla del tipo: “sire il popolo non ha più pane... beh che mangino brioche”.
Contro i “ribelli” sua bassezza ha mandato poliziotti, carabinieri, finanzieri, giornalisti leccaculo e qualche mazzata tanto per gradire è partita.

manganellate ai terremotati aquilani

Hanno tentato di scatenare la violenza per poter avere la scusa, come al g8 di Genova, per  picchiare tutto e tutti senza scrupoli, ma anche se hanno ferito 3 persone e spintonato e scetteccato il sindaco de L'Aquila gli aquilani non hanno abboccato come trote non fornendogli alibi.
Le alte sfere della polizia per coprire le malefatte hanno detto che le violenze sono state causate da componenti dei centri sociali, certo che poi a L'Aquila non ci siano centri sociali tipo leoncavallo chissene frega.
Poi scusate se uno vuole andare a devastare tutto e a picchiarsi con gli sbirri che fa ci va a mani nude, con bandiere, gonfaloni o si porta caschi, passamontagna, spranghe, bastoni e bombe molotov? Siamo seri....
A pochi metri dai manifestanti aquilani davanti al parlamento manifestavano i disabili contro il governo, bene signori miei anche L'Aquila può essere considerata disabile e i governanti vogliono staccargli la spina contro il suo consenso, mettendo in luce tutta l'arroganza di Berlusconi e la sua banda del buco forti con i deboli, ma deboli con i forti.
Come direbbe il buon Vasco: “Se siete "quelli comodi" che "state bene voi"... Se altri vivono per niente perché i "furbi" siete voi....vedrai che questo posto, questo posto... IS BEAUTIFUL! […]
Voi abili a tenere sempre un piede qua e uno là avrete un avvenire certo in questo mondo qua però la DIGNITÀ! Dove l'avete persa! E se per sopravvivere..... qualunque porcheria lasciate che succeda... e dite non è colpa mia”.
Concludo con il dire che noi aquilani non pretendiamo favoritismi, ma non siamo i figli della serva e vogliamo essere trattati come tutte le altre vittime di catastrofi: vogliamo pagare, come avvenuto per il terremoto in Umbria e Marche, il 40% delle tasse arretrate spalmate su 10 anni e non il 100% ed infine come si è fatto in tutte le catastrofi precedenti vogliamo che il governo metta una tassa di scopo che faccia arrivare soldi in maniera certa e renda possibile la RICOSTRUZIONE di una delle 20 città d'arte italiane e non mandi a puttane 781 anni di storia.
La lotta è appena cominciata, come insegna il rugby quando cadi e prendi le mazzate ti rialzi e continui a giocare e anche se hai la certezza di perdere una cazzo di meta la vuoi segnare lo stesso.

 
Quel che resta de L'Aquila PDF Stampa E-mail
Notizie - Sociale
Scritto da Buscialacroce   
Domenica 04 Luglio 2010 03:32

intervallo from laura rodari on Vimeo.

aprile - giugno 2010
L'Aquila "dal vero" .

 
1997... "Entro il 2010 l'Abruzzo sarà l'epicentro di un terremoto" PDF Stampa E-mail
Notizie - Sociale
Scritto da Buscialacroce   
Giovedì 03 Giugno 2010 16:09

<<Per il direttore dell'Osservatorio di Geofisica entro il 2010 l'Abruzzo sarà l'epicentro di un terremoto>>

"Dopo il 2000 la terra potrebbe tremare" articolo del messaggero 9-10-1997

L'AQUILA (9 ottobre 1997) - La scossa s'è avvertita in maniera distinta: prima il tintinnio dei vetri delle finestre, poi un lieve ondeggiare del pavimento. Cinque, sei secondi in tutto. Palangio mostra il sismogramma di qualche ora prima. «È del terzo grado, forse qualcosa in più- dice, indicando il su e giù del grafico con la punta di una matita-. Ma stavolta l'epicentro è molto più vicino a noi. Tra Fossa e Paganica».
Paolo Palangio è il direttore dell'Osservatorio di Geofisica del Castello spagnolo all'Aquila. Lo è da dieci anni e più, ed è sotto la sua gestione che s'è sviluppata questa stazione di rilevamento sismico considerata una delle più importanti dei paesi del bacino mediterraneo. Il tavolo, già ingombro di carte, trabocca dei grafici degli ultimi eventi in Umbria e nelle Marche.
Decine di ”zone” di carta, in cui si vedono con chiarezza le tracce dei pennini impazziti al tremar della terra. Su quei fogli, zeppi di linee ora dritte ora contorte, sono registrate centinaia di scosse. Poco distante il ticchettio dei congegni ad orologeria dei sei sismografi dell'osservatorio, echeggia un po' sinistro nello stanzone semivuoto.
L'Abruzzo, come le Marche, l'Umbria, la Sicilia, la Calabria ed altre regioni d'Italia fa parte di quel 45 per cento e passa di territorio nazionale considerato al alto rischio sismico. Nel 1915 il terremoto di Avezzano fece oltre 20.000 vittime. Nel corso dei secoli L'Aquila è stata distrutta più volte da sismi catastrofici d'intensità superiore al decimo grado della scala Mercalli.
Per questo, dopo le scosse recenti che hanno portato morte e distruzione in Umbria e nelle Marche, è arrivata anche da noi la grande paura. E anche in Abruzzo si è tornati a parlare sempre più spesso del ”big one”, cioè del ”grande” terremoto, del sisma incombente e distruttivo per eccellenza.
Ogni area sismica ne ha avuto uno di ”big one”, che, secondo i sismologi, è destinato a ripetersi in maniera ciclica: San Francisco negli Usa nel 1906 (la maggior parte delle case erano di legno e furono distrutte dalle scosse e dagli incendi), Messina 1907, Osaka 1995 per non parlare degli altri terremoti della ”cintura di fuoco” delle zone circumpacifiche.
E in Abruzzo? Che cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni? Ma, prima di tutto, è poi vera questa storia del ”big one”, o si tratta soltanto di una teoria? «Certo che è vera- dice Palangio -, i sismologi non si sono inventati niente. Dopo un terremoto di grande intensità si hanno le scosse di assestamento che possono durare per un periodo più o meno breve. Poi l'attività sismica scompare e subentra un periodo di quiete che può durare decine o centinaia di anni.
Al termine si ha un nuovo terremoto, della medesima intensità. E il ciclo ricomincia. In Abruzzo- continua Palangio - le aree a rischio sono quelle dell'Aquilano e la zona che comprende la Marsica, il Parco Nazionale d'Abruzzo, la zona della Maiella e parte della province di Pescara e di Chieti.
L'ultimo grande sisma è stato quello della Marsica nel 1915. Secondo quanto è stato possibile ricostruire dalle cronache dell'epoca, L'Aquila è stata distrutta più volte nel 1400. Un altro evento catastrofico fu quello del 1703 ed ebbe epicentro tra Pizzoli e Campo Felice, con quali effetti ve lo lascio immaginare».
Dunque, gli ultimi grandi terremoti sono lontani nel tempo: sono passati 87 anni da quello di Avezzano, 294 anni da quello dell'Aquila. «Sì - spiega Palangio - sono proprio questi i periodi di latenza dagli ultimi “big one”. Come testimonia la storia sismica dei territori interessati, i tempi di stasi nell'Aquilano sono molto lunghi, durano infatti 250-300 anni.
Molto più brevi risultano invece quelli riguardanti i terremoti marsicani, anche se una divisione netta è soltanto teorica perché un evento nella Marsica è avvertito nell'altro comprensorio sia pure con intensità minore, e viceversa».
Sì ma quando arriverà il prossimo ”big one”?
Palangio prende un libretto dallo scaffale, lo sfoglia e legge: «Ecco le statistiche dicono che entro il 2010 c'è il 70 per cento delle probabilità di avere nella zona compresa tra l'Aquilano, la Marsica e l'Alto Sangro, un altro evento catastrofico. Se poi andiamo avanti negli anni e arriviamo al 2070, le probabilità di avere il ”big one” salgono al 100 per cento».
Dunque nei prossimi ottant'anni ci sarà un momento in cui la terrà tremerà come nel 1400 o nel 1703 o nel 1915, solo che gli effetti non saranno distruttivi come in passato perché l'edilizia abitativa è molto migliorata e perché si è cominciato a fare prevenzione. Basti pensare che nei secoli andati le case, soprattutto le più povere, erano quelle che erano: costruite con materiali poco resistenti e inadatti.
Bastava una scossa anche attorno al settimo, ottavo grado della scala Mercalli per avere effetti distruttivi. Del resto basta guardare alle conseguenze degli ultimi terremoti in Alto Sangro e nell'Aquilano nel 1980 e nel 1984.
«Sì, la prevenzione - conclude Palangio - è l'unica strada da seguire. Prevedere un terremoto non è ancora possibile, ma attutirne,anche di molto, gli effetti questo sì. Prevenire vuol dire costruire stabili rigorosamente antisismici, gli unici in grado di resistere a scosse anche violente.
È una regola che non va disattesa se si vuole che non si ripeta quanto è accaduto in Irpinia dove costruzioni in cemento armato, fatte male, sono venute giù come castelli di carta. Ma prevenire vuol dire anche una popolazione più consapevole, che si è preparata per un evento del genere, e che quindi non si faccia prendere dal panico che può fare più vittime del terremoto stesso».


Articolo di Giancarlo De Risio da "Il Messaggero edizione Abruzzo" del 9 ottobre 1997 trovato da Andrea Lattanzi qui

 
Manovra del berluska e disabili... Lettera al Presidente della Repubblica PDF Stampa E-mail
Notizie - Sociale
Scritto da Buscialacroce   
Lunedì 31 Maggio 2010 01:55

Egregio Presidente della Repubblica le scrivo come disabile e come presidente della UILDM (unione italiana lotta alla distrofia muscolare) sezione “Ambrogio Fogar” de L'Aquila.
A Sparta i “mostri” e gli storpi venivano buttati giù da una rupe e nel medioevo i primi a pagare le crisi e le catastrofi erano sempre disabili e più poveri ed oggi non è che la situazione sia migliorata.
Qui in Italia si parla sempre di pari opportunità, ma dei diritti dei disabili non si parla quasi mai anche perché noi per paura restiamo nascosti senza chiedere nulla a nessuno.
Per trovare i soldi per la manovra da 24 miliardi il governo Berlusconi, con la scusa dei falsi invalidi, va a tagliare sull'indennità d'accompagnamento (500€ scarsi) non vedendo o facendo finta di non vedere che la sanità italiana butta miliardi in vaccini che poi non servono, paga il triplo una sedia a rotelle, compra un ventilatore polmonare meccanico a 12.500€ quando in America costa 800€, dove finiscono i restanti 11.700€?
Sono già stati tagliati i fondi per gli insegnanti di sostegno e ora verranno anche congelati gli organici, lei forse non lo sa, ma in molte scuole ci sono dei grossi problemi di accessibilità anche se la legge italiana prevede che tutti gli edifici pubblici siano privi di barriere architettoniche.
In Italia per le invalidità si spende l'1,5% del PIL quando la media europea è del 2% e in Svezia è addirittura del 4,5%.
Nel 2008 lo stanziamento per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali è sceso sotto i 1.500 milioni di euro e la discesa continua negli anni successivi ha portato a stanziare per il 2011 solo 960 milioni di euro.
Il Fondo per le non autosufficienze (che aveva ricevuto 100 milioni di euro di stanziamento nel 2007; 300 nel 2008 e 400 nel 2009) nel 2010 non compare più nel Bilancio di previsione e di fatto è stato cancellato.
Come disabile sono stufo di vedere continuamente i miei diritti e quelli dei miei simili calpestati, di essere insultato, tacciato di essere un peso per la società, di subire minacce da un padre solo perché mi sento con sua figlia, di essere trattato come un ebete anche se, non per vantarmi, sono più intelligente di tanti altri.
Le parole di Tremonti “Due milioni e settecentomila invalidi in Italia pongono la questione se un Paese così può essere competitivo” razziste e altamente offensive e di fatto ci paragonano a dei parassiti e Hitler iniziò così per poi finire con il programma Aktion T4 (200.000 disabili uccisi).
Quelle parole ricordano un po' troppo quelle contenute in un manuale formativo in uso ai leader della hitler-jugend (gioventù hitleriana): “La maggior parte di coloro con malattie e deficienze genetiche sono completamente incapaci di sopravvivere da soli. Non possono badare a se stessi ma devono essere presi in cura dalle istituzioni. Ciò costa allo stato enormi somme ogni anno. Il costo di cura per una persona geneticamente malata è otto volte superiore rispetto a quello di una persona normale. Un bambino che è un idiota costa quanto quattro o cinque bambini sani. Il costo per otto anni di istruzione normale è di circa 1000 marchi. L'istruzione di un bambino sordo costa circa 20.000 marchi. In tutto il Reich tedesco spende circa 1.2 miliardi di marchi ogni anno per la cura ed il trattamento medico di cittadini con malattie genetiche.”
Gli articoli 3 e 4 della costituzione dicono: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”
Sono belle parole ma i fatti sono completamente diversi e la disoccupazione dei disabili è del 55% e spesso la nostra dignità sociale viene disintegrata, Welby, Nuvoli, Eluana Englaro ne sono un esempio lampante.
Noi disabili non siamo figli dell'oca bianca e non vogliamo essere trattati meglio per pietismo, ma non vogliamo essere cittadini di serie c.
Mi dispiace signor Presidente della Repubblica, ma non mi riconosco più in questa nazione di cricche e di gente che ride mentre noi a L'Aquila morivamo.

 
Non è una città per Guidi.... Guzzanti VS Bertolaso chi vincerà? PDF Stampa E-mail
Notizie - Politica
Scritto da Buscialacroce   
Mercoledì 12 Maggio 2010 03:32

Qui a L'Aquila, come dei novelli Guelfi e Ghibellini, impazza la guerra tra bertolasiani e guzzantiani e qui sotto potete vedere il video dei 300, per alcuni 2700, per l'ingegner Cane millemila, folkloristici amici di zio Guido che potete trovare solo in un documentario di mussoliniana memoria dell'istituto Luce o in Fontamara di Ignazio Silone.

 

 

Senza aver visto il film della Guzzanti “Draquila” dicono che fa schifo perché il loro dio e padrone Silvio per bocca di Guido il suo profeta così sentenziarono.
Un'altra accusa mossa alla Guzzanti è quella di essere uno sciacallo o meglio una sciacalla perché con il suo film farà i soldi sul dolore degli aquilani.
Secondo questo metro di giudizio allora anche Michele Placido e George Clooney sono degli sciacalli perché hanno girato dei film qui nei dintorni subito dopo il terremoto?
Anche Spielberg è uno sciacallo perché ha girato il film “Schindler's list” facendo soldi sul dolore degli ebrei morti nei lagher nazisti?
Su facebook sbarcano gruppi di cerebrolesi che vorrebbero un terremoto sotto casa Guzzanti, gruppi contro “Draquila” e cavoli vari.
Purtroppo tanti dei miei concittadini sono dei grandissimi stronzi e per il mio dissenso verso l'operato della premiata ditta B&B, Bertolazzo Berluskoni, regolarmente mi becco del comunista, dello sciacallo, minacce di morte e una simpatica troll, gente che vaga nel web solo per far scoppiare risse verbali virtuali, mi ha detto che al posto di quei 308 morti causati dal terremoto ci sarei dovuto essere io, le ho risposto che per me sarebbe stato un onore morire al posto di 306 persone più il mio amico Berardino e Benedetta.
Questi sono i rischi che si corrono ad essere contro il partito dell'amore che vince sull'odio e sull'indivia o sull'invidia? Boh chiederò al mio verduraio.

In questa città devastata non sopporto l'idea che uno come Anemone abbia fatto affari con la protezione civile e che se non fosse stato intercettato, tranquilli che ora Papi aggiusta anche le intercettazioni e tutto questo non accadrà più, avrebbe messo i suoi artigli su L'Aquila e con lui i suoi amichetti iene ridens  che ridevano mentre noi crepavamo sotto case più sabbia che cemento (nella diapositiva qui sotto vedete dove lo abbiamo preso noi aquilani).

iene che trombano allegramente

 

Io sono contro questa protezione civile che si occupa anche dei grandi eventi smuovendo milioni di euro, la protezione civile, come dice il nome, dovrebbe solo proteggere i cittadini facendo per prima cosa prevenzione come succede in Giappone ed in caso di calamità aiutare la gente con metodi meno militareschi di quelli usati qui.
A L'Aquila certo la protezione civile ha messo tende e costruito tante piccole new town sparse sul territorio, ma non ha fatto prevenzione e il 31 marzo 2009 con la commissione grandi rischi tranquillizzando tutti fecero un errore imperdonabile.dead man walkihg film
Io essendo appassionato di geologia mi ero andato a leggere le cronache dei terremoti che avevano devastato in passato L'Aquila e non mi ero tranquillizzato anzi mi ero agitato, ma nessuno mi ha creduto e così sono rimasto come un dead man walking  in attesa del boia, boia che ha graziato me, ma non è stato clemente con 308 persone quindi, non dirò mai grazie a Guido Bertolaso perché mi fidavo di lui e la mia fiducia è stata tradita.
Per molto tempo qui sono stati sollevati i sindaci dalle decisioni  e la protezione civile ha governato a colpi di ordinanze sovvertendo di fatto il volere dei cittadini che avevano votato i loro governanti, l'emergenza non può giustificare in nessun modo la sospensione, anche parziale, della democrazia.

 
San Francisco in 4k, sta videocamera costa 17.500$ ma il video fa paura! PDF Stampa E-mail
Notizie - Arte
Scritto da Buscialacroce   
Sabato 08 Maggio 2010 23:06

San Francisco in 4K from Patrick Lawler on Vimeo.

All shot on the RED ONE @ 4K 16:9 from some of my favorite spots around the city

Lenses: Zeiss Ultra Primes 16mm-100mm

The raw capabilities of the Red are fantastic! After taking the images into color I saw a 180° difference in the images. The raw files were cold and dark and I was able to get so much amazing vibrance out of them, and I didn't even do any extreme grading!

 
Once upon a time in L'Aquila... C'era una volta in L'Aquila PDF Stampa E-mail
Notizie - Amici
Scritto da Buscialacroce   
Martedì 27 Aprile 2010 16:25

Buscialacroce ringrazia il sito diceche.com e Francesco Paolucci autore del video.....

 
Il sindaco leghista di Mogliano vieta la canzone “Bella ciao” ? Io la canto lo stesso e ora censuratemi questo...:-) PDF Stampa E-mail
Notizie - Politica
Scritto da Buscialacroce   
Domenica 25 Aprile 2010 16:25

 
Lettera ai genitori di Adro, alcuni molto stronzi, dal benefattore che paga la mensa ai bambini PDF Stampa E-mail
Notizie - Sociale
Scritto da Buscialacroce   
Giovedì 15 Aprile 2010 01:26

Tratto da Scuolaoggi

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film "L’albero degli zoccoli". Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.
A scanso di equivoci, premetto che:
- Non sono "comunista". Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici dì tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
- So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.
Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.
Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.
I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.
Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo?
Che non mi vengano a portare considerazioni "miserevoli". Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)
Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo?
Vorrei sentire i miei preti "urlare", scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il "commercio".
Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare "partito dell’amore". Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia.
So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti "compagni che sbagliano".
Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case.
Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) Venga dalle tasse del papa di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).
Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno?
Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto?
Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.

Il sonno della ragione genera mostri.

Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro.
Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.

E chi semina vento, raccoglie tempesta!

I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quei giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi?
E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E’ anche per questo che non ci sto.
Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.
Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione, in tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010.
Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.
Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varra’ la spesa.
Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del "grande fratello".
Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie.
Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.
Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia.
Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo.
Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.
Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.

Un cittadino di Adro

 
6 Aprile 2009 ore 3.32 Un anno dopo... PDF Stampa E-mail
Notizie - Personale
Scritto da Buscialacroce   
Lunedì 05 Aprile 2010 03:32

Per il 6 aprile stavo scrivendo un altro articolo, ma poi in corso d'opera ho cambiato idea...
A L'Aquila e dintorni nei giorni 5 e 6 aprile si assiste ad uno strano fenomeno, stormi di avvoltoi con telecamere si danno appuntamento per banchettare con la carogna in decomposizione de L'Aquila.
Altri strani animali migrano verso L'Aquila, sciacalli e iene che ridens mentre gli altri crepans, ma uno degli animali più strani è il turistas maceriatens.
Questo sciocco animaletto lo riconosci subito dallo sguardo spaurito e quasi incredulo mentre fotografa ruderi d'annata perché studio aperto tra un paio di tette, unErbacida, uno Stasi e un culo gli aveva fatto vedere tutta un'altra cosa.
Il nemico naturale del turistas è l'Aquilano incazzatus, animale ormai quasi estinto, che nel mondo del Buscia saprebbe bene come smaltire i cubetti di porfido anche detti serci...
Il sercio se tirato o usato per pavimentare strade assume la denominazione di serciata e le serciate fanno molto male.
Altro animale che tenta di riappropriarsi del territorio è l'Aquilano carriolato schedatus dalla digos e scomunicatus dal vescovo.
Il nemico naturale del carriolato è il politico apallus che non ha fatto nulla prima e viene fregato dal corvo.
L'essere più stupido che popola L'Aquila è proprio l'Aquilano che da quattro terremoti devastanti non ha capito un cazzo, vive non sapendo di stare seduto su una bomba finché il terremoto non glielo ricorda.
Le fiaccolate non servono a nulla, tirate fuori quella cazzo di audacia aquilanorum che mise paura agli spagnoli, non accontentatevi di quelle quattro c.a.s.e, non vi fidate dei politici che per anni non vi hanno detto che L'Aquila era ed è ad alto rischio sismico, non permettete ai grandi costruttori di mettere le loro zampacce sulla città, non vi fidate di chi vi dice di stare tranquilli e fate sapere a tutti come stanno realmente le cose e fregatevene se vi diranno che siete comunisti e prevenuti.
A me il terremoto vi sembrerà strano mi ha fatto fare pace con la natura, chiamatelo Dio se ci credete, come il sergente Dan io ero li un anno fa mentre tutto tremava, mia madre e mia nonna urlavano, con denti e pugni stretti dentro di me dicevo fai del tuo peggio vaffanculo io sono qui ho paura di te, ma non mollo.
Io non ho vinto, la natura semplicemente mi ha graziato e voi tutti che siete stati graziati non sprecate questa seconda chance e fate come i friulani dopo il terremoto, se poi volete arrendervi e fare la fine del Belice a malincuore da Aquilano vi dico fottetevi voi e L'Aquila...
manifesto elettorale pdl provinciali l'aquila

Nel terremoto la natura realizzava quello che la legge a parole prometteva e nei fatti non manteneva: l'uguaglianza. Uguaglianza effimera. Passata la paura, la disgrazia collettiva si trasformava in occasione di più larghe ingiustizie...Non è dunque da stupire se quello che avvenne dopo il terremoto, e cioè la ricostruzione edilizia, per opera dello Stato, a causa del modo come fu effettuata, dei numerosi brogli, frodi, furti, camorre truffe, malversazioni di ogni genere cui diede luogo, apparve alla povera gente una calamità assai più penosa del cataclisma naturale. A quel tempo risale l'origine della conclusione popolare che, se l'umanità una buona volta dovrà rimetterci la pelle, non sarà in un terremoto o in una guerra, ma in dopo terremoto o in un dopoguerra.
(Ignazio Silone da “Il Tempo” 13 gennaio 1958)

 
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