Diario di un terremotato... Protezione in-civile

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Notizie - Sociale
Scritto da Buscialacroce   
Venerdì 18 Settembre 2009 16:30

Gli Italiani sono convinti, solo perché non vivono a L'Aquila, che la premiata ditta B&B abbia fatto e stia facendo i miracoli, ma non è proprio così.

Le tanto pubblicizzate casette (m.a.p., moduli abitativi provvisori) di Onna costruite a tempo di record secondo B&B come mai nella storia, cosa falsa perché come scrive “La Repubblica” a San Giuliano di Puglia le prime casette vennero consegnate in 82 giorni, in Umbria in 98 giorni, in Irpinia in 105 contro i 116 di Onna.

Le casette di Onna tra l'altro sono state fatte costruire dalla provincia di Trento con i soldi della crocerossa italiana e non dalla premiata ditta B&B (diapositiva qui sotto).

banda bassotti disney

Oltre al progetto c.a.s.e, che non basteranno per tutti e rimarrano fuori 26.000 persone scatenando una guerra tra poveri, la B&B ha tirato fuori il progetto s.o.l.a: le tendopoli verranno chiuse entro fine mese e gli Aquilani verranno “deportati” in mezzo Abruzzo.

Ad esempio la signora Pina Lauria ieri si era barricata nella sua casa inagibile, classificata “E”, perché la protezione civile vorrebbe mandarla a Castellafiume, un paesino sperso per l'Abruzzo a “soli” 66 km da L'Aquila, ma lei siccome lavora a L'Aquila, non ha la patente ed ha i genitori anziani non vuole andarci.

Il signor Bertolaso in una lettera mandata al giornale Left scrive "La classe dirigente di cui sono parte non ha saputo evitare tanti lutti" allora caro Bertolaso ci spiega come mai durante i mesi antecedenti il terremoto del 6 aprile, dopo la commissione sui grandi rischi del 30 marzo ci ha detto di stare tranquilli e tra le altre cose ha accusato Giuliani?

Ci dica cosa ci facevano i mezzi della protezione civile ferme sulle autostrade A24-A25 poche ore prima del sisma? In nome dell'ordine pubblico volevate farci crepare tutti? Ed invece vaffanculo noi Aquilani siamo ancora vivi e siamo anche molto incazzati.

Se aveste detto qual'era la reale situazione la mia amica Benedetta e 306 persone forse sarebbero ancora vive.

Anche se non sono suo parente ho giurato a me stesso che mi sarei vendicato per la morte di Benedetta, non mi frega nulla di quello che penserete di me ma io non ho la pietà cristiana e non perdono, scrivendo e dicendo ha tutti la situazione reale de L'Aquila e dintorni.

Voi mi direte perché lo fai? Lo faccio perché dieci o forse più anni fa ero innamorato di Benedetta, anche se lei non ricambiava, ricordo ancora quando glielo dissi in quella L'Aquila ormai distrutta regalandogli una collanina con un ciondolo a forma di cuore.

Un'ultima cosa signor Bertolaso, come presidente della sede Uildm “Ambrogio Fogar” de L'Aquila attendo risposta alla mia mail, nella quale chiedevo alla protezione civile com'erano stati sistemati i disabili dopo il terremoto e se nel progetto c.a.s.e venisse presa in considerazione l'accessibilità come prevede la normativa italiana per gli edifici pubblici.

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