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Noi Aquilani.. carne da macello 2 Rischio sismico, ecco il dossier nascosto dal '99 PDF Stampa E-mail
Notizie - Sociale
Scritto da buscialacroce   
Lunedì 20 Aprile 2009 10:12

da il Mesaggero di  PAOLO MASTRI

PESCARA (17 aprile) - Duecentocinquanta metri di sedimenti lacustri e alluvionali. Ecco cosa condanna L’Aquila a ballare così spesso e, ogni tre secoli, a fare i conti con terremoti devastanti. Ma dal 1703 a lunedì sei aprile sono accadute molte cose che potevano limitare il carico di morte della scossa delle 3,32. Una in particolare è rimasta colpevolmente sepolta per dieci anni nei cassetti di Comune, Provincia, Regione. E’ uno studio geologico basato su un rapporto del Servizio sismico nazionale, conservato negli archivi della presidenza del consiglio dei ministri con il protocollo Ssn/Rt/96/15.
Dice che il sottosuolo aquilano è composto, negli strati superficiali, da una crosta di detriti che funziona da amplificatore dei terremoti: il fattore di moltiplicazione del movimento del suolo a basse frequenze, dicono i calcoli, è di circa dieci volte. Ciò che più è da temere, in condizioni del genere, è un sisma superficiale classificato come ”regionale”: esattamente quello che è capitato il sei aprile scorso. Un altro dei molti allarmi ignorati, prima della tragedia aquilana. Come lo studio redatto dieci anni fa dalla protezione civile sul rischio sismico del capoluogo, come l’analisi condotta tra il 2003 e il 2005 da ”Abruzzo engineering” sulla vulnerabilità degli edifici pubblici.

 mappa Pericolosità sismica di riferimento per il territorio nazionale

La rivelazione è di Christian Del Pinto, 38 anni, origini aquilane, geofisico e responsabile scientifico della protezione civile del Molise. Del Pinto ricorda bene, da giovane laureato, gli studi del professor Gaetano De Luca, con il quale all’epoca collaborava. «Tutto ebbe origine - dice - dopo il terremoto del 20 ottobre 2006 nella zona di Montereale-Campostosto. Una scossa di magnitudo 4.1 che seminò grande allarme, per la presenza nell’epicentro della diga dell’Enel e per la vicinanza del territorio aquilano, duramente colpito dai terremoti del 1915 e del 1703. Nel 1999 De Luca consegnò a Comune, Provincia e Regione, tre distinti studi che evidenziavano la base geologica del fattore di rischio e suggerivano interventi radicali per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e di tutti gli immobili adibiti al ricovero di persone: ospedali, scuole, collegi».
Soltanto la Provincia, raccontano i giornali dell’epoca, raccolse l’allarme; la sua richiesta di un finanziamento straordinario alla Regione Abruzzo, però, si perse ben presto per strada. De Luca, nel frattempo diventato dirigente del Servizio sismico nazionale, nel novembre del 1999 fu invitato per via gerarchica a rettificare le sue dichiarazioni pubbliche, riconducendole a mere interpretazioni personali. L’ente non aveva alcuna intenzione di condividere i segnali di allarme. Atteggiamento rimasto immutato fino al 31 marzo scorso, quando la commissione grandi rischi dell’Invg, riunita all’Aquila, definì le prime scosse di avvertimento «tipica sequenza di terremoti, del tutto normale in aree sismiche come in quella dell’Aquilano».
Gli studi sono andati avanti lo stesso e nel 2005 Gaetano De Luca e altri ricercatori ne pubblicarono le conclusioni sul Bulletin of the Seismological society of America, una bibbia del settore. Tutto inutile: appena due anni prima, una ordinanza del presidente del consiglio dei ministri aveva confermato per L’Aquila la classificazione del rischio sismico di grado due, a differenza di Sulmona e Avezzano promosse nella prima fascia in base alle tragedie dei secoli precedenti. L’edilizia di rapina, forse, non è l’unica responsabile della strage dell’Aquila.

 
Noi Aquilani.. carne da macello..Verità sepolte nei cassetti Ecco chi ha taciuto i rischi PDF Stampa E-mail
Notizie - Sociale
Scritto da Buscialacroce   
Sabato 18 Aprile 2009 18:00

Il giallo dei tre studi nascosti da Servizio sismico ed enti locali

da il Mesaggero di  PAOLO MASTRI

L’AQUILA - Andò così: una sonda installata nella galleria pedonale Collemaggio-piazza Duomo captò il terremoto del 20 ottobre 1996 a lago di Campotosto e registrò lo straordinario fattore di accelerazione del sottosuolo aquilano. Fu così che Gaetano De Luca e Roberto Scarpa, responsabile della Rete sismica abruzzese il primo, docente di sismologia a Salerno il secondo, piazzarono altri due accelerometri nel sottosuolo aquilano. Iniziativa personale, fin da allora la verità che prendeva forma non piaceva ai piani alti del Servizio sismico nazionale. L’anno successivo le sonde registrarono il terremoto di Umbria e Marche. Dati agghiaccianti: «Mai visto nulla di simile in vita mia - commentò il professor Scarpa -, neanche in Irpinia nel 1980». Il bancone di detriti alluvionali su cui è poggiato il centro storico aquilano è un impasto micidiale in grado di moltiplicare per dieci la forza di accelerazione di un terremoto. Dato studiato e pubblicato nel 1999 sul prestigioso Boulletin of the Seismological society of America. La conferma è arrivata purtroppo alle 3,32 del sei aprile scorso. I dieci anni di intervallo sono un altro straordinario capitolo di silenzi, verità occultate, carte sepolte nei cassetti, dati distorti. Come la correzione del rating sismico del territorio aquilano dalla classe ”A” delle mappe statali alla ”B” della carta approvata dalla Regione nel 2003. Una lunga serie di tasselli, dopo lo studio Barberi del ’99 e la ricerca di ”Abruzzo engineering” del 2005, che concorrono a disegnare l’area degli allarmi inascoltati sul rischio sismico del territorio aquilano e sulla vulnerabilità di molti, troppi edifici pubblici e strategici. E’ un livello di responsabilità istituzionali che affianca quello delle colpe personali per i crolli sospetti dei palazzi moderni. Un livello nel quale, inevitabilmente, la magistratura finirà per ficcare il naso, per capire quanti dei 295 morti dell’Aquila vanno sottratti alla contabilità del fato.
Troppe le note stonate in questa storia, a cominciare dalla doppia velocità del sistema statale di Protezione civile e monitoraggio sismico. A novembre ’99 Gaetano De Luca fu censurato dai suoi superiori, per la pubblicità data ai suoi studi, all’epoca comunque noti a Regione, Provincia e Comune; più o meno nella stessa epoca la Protezione civile diretta da Franco Barberi partoriva il suo studio sul rischio sismico nell’Aquilano. Tra gli enti locali, soltanto la Provincia prese sul serio l’allarme dei ricercatori, ma dopo una prima richiesta di 100 miliardi di lire per la messa in sicurezza degli edifici l’iniziativa dell’assessore alla protezione civile Gianfranco Giuliante cadde nel vuoto. «Anche per la freddezza dimostrata dai vertici del Servizio simico nazionale», dice oggi Giuliante. Anche la Regione, in una nota, sostiene di essersi attivata.
Eppure, quando il dottor De Luca pubblico il suo studio, negli archivi della presidenza del consiglio dei ministri era già conservato il report ”Ssn/Rt/96/15” sul terremoto Umbria-Marche e sui suoi effetti in territorio aquilano. Pagina 37: «Le analisi fin qui effettuate... suggeriscono comunque la possibilità di effetti legati all’oscillazione del bancone di detriti su cui è costruita la maggior parte del centro storico della città... E’ comunque necessario approfondire le indagini nell’area». Non bastò ad attivare le ricerche richieste a istituzioni prestigiose come l’Usgs-Menlo park, l’Ens di Parigi e il nostro Servizio sismico nazionale. Non bastò neanche a evitare il declassamento del rating sismico dell’Aquila. Un delitto annunciato, un movente d’interesse: dieci anni fa all’Aquila l’imperativo politico era non terrorizzare imprese e costruttori con i costi della prevenzione sismica. Ne va della vita della città, dicevano.

 
IO STO CON VAURO Censurate i reality! PDF Stampa E-mail
Notizie - Le vignette di Vauro
Scritto da Buscialacroce   
Mercoledì 15 Aprile 2009 16:47
vauro vignette censura rai
 
Confessioni di un terremotato di merda PDF Stampa E-mail
Notizie - Politica
Scritto da Buscialacroce   
Martedì 14 Aprile 2009 00:30
Buscialacroce torna più cattivo che mai, una città distrutta, due amici di meno e tanti vaffanculo nel cuore!
Il primo vaffa va all'architetto dell'ospedale nuovo, si fa per dire, S. Salvatore Marcello Vittorini che dice: "Ho visto che l’ospedale in alcuni punti era inagibile, ma in altri no. Non capisco cosa possa essere successo. Non so se l’incuria possa aver compromesso i pilastri."

Ospedale San Salvatore L'Aquila crollato

Architè ma che cazzo dici? La realtà è che hai sbagliato il progetto, lo sapevi benissimo che L'Aquila essendo stata distrutta dal terremoto 3-4 volte, l'ultima fino al 6 aprile 2009 nel 1703, non era zona sismica di secondo grado, ma di primo.
Mia madre ci ha lavorato li dentro e prima ancora ha lavorato al vecchio San Salvatore che ha retto benissimo perché non era stato fatto con il pongo.
A noi Aquilani non ci prendi in giro, stai zitto che è meglio, il tuo "geniale" progetto è andato giù come la cartapesta e per fortuna non ci è rimasto secco nessuno.
Lo sai che con il cemento che avrebbero dovuto usare per l'ospedale sono state costruite altre case e ville? Peccato che non ho le prove e non posso ritrovare il testimone.
Il secondo vaffa va a "Il Giornale" e al suo irritantissimo direttore Mario Giordano, sono loro che offendono i morti, non certo Vauro.
Le vignette di Vauro sul terremoto erano un pugno dritto allo stomaco che mostravano tutta l'ipocrisia di alcuni giornalisti che girano come avvoltoi sulla carogna, la spolpano finchè restano solo le ossa e se ne vanno come se nulla fosse accaduto.
Il terzo vaffa va a chi ha governato L'Aquila, destra e sinistra, che non ha previsto una zona con luce, acqua, gas per montare prefabbricati o tende.


Prefettura L'Aquila crollata

Si sa che a L'Aquila più o meno ogni 300 anni fa un terremoto catastrofico, la protezione civile appena arrivata ci ha messo un po' per organizzarsi perché non era prevista una zona attrezzata e questo il sindaco Massimo Cialente e l'ex sindaco Biagio Tempesta lo sapevano benissimo.
Il quarto vaffa va al tg1 che si rallegra per l'odience ottenuto grazie ai servizi sul terremoto mentre due miei amici più 293 persone crepavano.
Il quinto vaffa lo dedico a quei giornalisti tipo Bruno Vespa che usano il dolore della gente per alzare gli ascolti, carissimo Vespa l'altra sera mi hai fatto vergognare di essere tuo concittadino.
Un vaffanculo speciale va ai turisti da catastrofe, spero che su quelle esimie teste di cazzo cada una colonna di marmo e mi dispiace solo che non stavano con me in quei 25 secondi di folle euforia.
Il Buscialacroce che conoscevate non c'è più, quello è rimasto sepolto tra le macerie con la sua amica Benedetta, ora ce n'è uno nuovo molto più spietato che non farà sconti a nessuno che userà tutta la violenza verbale che ha per farvi star male.
Vi piace la tv del dolore? Bene siete entrati nel posto giusto, farò il carnefice di me stesso, lo sciacallo dei miei sentimenti.

Vigili del fuoco con cani da rescue

Un ringraziamento invece va ai vigili del fuoco che per 1200 € al mese rischiano la vita per salvarci, un ringraziamento tutto speciale va ai cani che aiutano a cercare le persone sotto le macerie e in cambio vogliono coccole e la strameritatissima pappa!

P.s non dimentichiamoci il grande Pluto ju cane che è rimasto a L'Aquila nonostante il terremoto, Pluto ju cane cittadino onorario!

 
Vauro Annozero 09.04.2009 Questo cari destrofili si chiama sarcasmo! PDF Stampa E-mail
Notizie - Le vignette di Vauro
Scritto da Buscialacroce   
Sabato 11 Aprile 2009 19:05

sar||smo s.m.

1 ironia amara e pungente rivolta contro qcn., dettata da animosità e insoddisfazione e tesa a ferire l’oggetto di tale sdegno: fa del s. su tutto, noto del s. nella tua risposta, mi disapprovi?

2 frase salace e beffarda: i suoi sarcasmi sono ormai un classico, risparmiami pure i tuoi sarcasmii

dal lat. sarcasmu(m), dal gr. sarkasmos, deriv. di sarkàzein "lacerare  le carni"

 
 
Da L'Aquila con rabbia... Ciao Benedetta PDF Stampa E-mail
Notizie - Personale
Scritto da Buscialacroce   
Mercoledì 08 Aprile 2009 17:10

Benedetta

Non m'importa nulla di aver rischiato di  perdere la vita, non m'importa se la mia casa è tutta sconcassata, se L'Aquila è quasi sparita, ma non sopporto l'idea di non vedere più il suo meraviglioso sorriso, il sorriso di una ragazza che in passato mi piaceva soprattutto per la sua dolcezza. Con tanta gente cattiva che gira perché proprio lei? Ma le parole in questi casi non servono a nulla!

Ciao dolcissima Benedetta

 
Vauro Annozero 02.04.2009 PDF Stampa E-mail
Notizie - Le vignette di Vauro
Scritto da Buscialacroce   
Sabato 04 Aprile 2009 14:54
 
“Perché deve gridare così?” La Regina d'Inghilterra cazzia il bimbo rumoroso Silvio PDF Stampa E-mail
Notizie - Politica
Scritto da Buscialacroce   
Giovedì 02 Aprile 2009 18:29

God save the Queen... si dallo Psiko Nano

 

 
Vauro Annozero 26.03.2009 PDF Stampa E-mail
Notizie - Le vignette di Vauro
Scritto da Buscialacroce   
Lunedì 30 Marzo 2009 02:45
 
Un abominevole legge contro natura.... PDF Stampa E-mail
Notizie - I corti di Buscia
Scritto da Buscialacroce   
Domenica 29 Marzo 2009 00:06
 frankenstein junior folla inferocita
 
Caro Benedetto XVI non voglio certo suggerirti le parole per il tuo messaggio domenicale, ma questa cosa è inaccettabile!
E' ormai dal lontano 1966 che ogni anno si verifica questo abominio verso le leggi naturali o se preferisci verso il disegno divino.
Tra qualche ora una legge, voluta sicuramente da qualche ateo-comunista-abortista che voleva sovvertire il volere divino, entrerà in vigore.
Sei arrivato fin qui, continua a leggere dai..
 
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