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L’Aquila nell’anno del signore 3 d.T (dopo terremoto)

L’Aquila nell’anno del signore 3 d.T (dopo terremoto)

Eccoci arrivati al 6 aprile 2012 per voi italiani e al 6 aprile 3 d.T (dopo terremoto) per noi aquilani.
Di porcate ne sono state fatte molte a tutti i livelli: stato, regione, provincia, comune, insomma nessuno escluso.
La costruzione dell’ennesimo auditorium nel parco del Castello, che molto probabilmente verrà ricordato come la porcata di Renzo Piano, è l’ennesimo insulto a L’Aquila dove, una volta aggiustati i teatri Comunale e San Filippo e costruito quello a piazza d’armi, tra teatri e auditorium se ne conteranno 6 o 7 e state sicuri che molti di essi, vista l’alta dose d’ignoranza di tanti miei concittadini, resteranno inutilizzati come l’auditorium dell’architetto giapponese Shigeru Ban che vedete qui sotto. (continua…)

I vivi chiedono scusa ai morti… Ma L’Aquila è nel Vajont?

Panorama_Longarone

Vi voglio raccontare due storie che in apparenza possono sembrare scollegate fra di loro, ma in realtà c’è un filo invisibile che le lega.
Il 9 ottobre 1963, alle ore 22.39, 270 milioni di metri cubi di roccia si staccano dal monte Toc finendo nell’invaso della diga del fiume Vajont generando di fatto uno tsunami artificiale.
L’onda scavalcando la diga si abbatte sulla valle sottostante portandosi dietro persone, pezzi di paesi come ad Erto, interi paesi come Longarone causando oltre 3000 morti.
Il 6 aprile 2009, alle ore 3.32, un terremoto di magnitudo 6.3 devasta L’Aquila, disintegra paesi come Onna, San Gregorio, Fossa, Villa Sant’Angelo portandosi via 309 persone.
Voi mi direte cosa lega queste due tragedie? (continua…)

Buscia’s darKnight…

the_dark_knight_joker

Nella condizione di disabile la cosa più difficile da sopportare è la solitudine.
Ci sono disabili e disabili: nella sfiga puoi avere la fortuna di essere libero di fare quello che vuoi usando qualche piccola soluzione tecnica, che oggi grazie alla scienza di certo non mancano.
Io e la sfiga andiamo a braccetto ormai da anni e mi ritrovo nella condizione peggiore nella quale un essere pensante possa mai capitare, dipendere quasi totalmente dagli altri.
Puoi vedere tanta gente, stare fra tanti amici, chattare con mezzo mondo, avere 500 amici su facebook, ma puoi sentirti solo lo stesso.
Per tutti quelli con distrofie e malattie simili l’orologio scorre molto più velocemente rispetto a quello degli altri, ti rendi conto che stai solo sprecando tempo vivendo nella spesso vana speranza che esca la cura “miracolosa”. (continua…)